lunedì 8 aprile 2013

1984, di George Orwell - Incontro del 10 Aprile 2013


La Guerra è Pace.
La Libertà è Schiavitù.
L'Ignoranza è Forza. 
The Big Brother is watching you.


L'anno 1984 ci ha raggiunti da tempo e la profetica, terrorizzante visione di George Orwell del 1948 su come sarebbe potuto diventare il mondo in una trentina d'anni è oggi più attuale che mai.  
1984 rimane uno dei grandi classici moderni sulla "Distopia". Un romanzo sorprendentemente originale e potente che crea e immagina un mondo che riesce ad essere convincente dalla prima all'ultima frase.
Raramente un libro ha fornito una maggiore ricchezza di simboli, non solo per il periodo storico in cui è stato scritto ma anche per le generazioni a seguire. Nessuno può negarne il suo potere, né l'influenza che ha avuto su intere generazioni, né la forza dei suoi ammonimenti, una forza che sembra crescere con il passare degli anni. Il 1984 potrebbe non arrivare mai, o semplicemente potrebbe non essere arrivato in tempo, ma essere ancora in attesa di compiersi.
[Descrizione tradotta, quasi esattamente, da aNobii.it]

Ne discuteremo insieme Mercoledì 10 Aprile 2013, in aula L alle 13.45!

martedì 26 marzo 2013

Vita di Galileo, di Bertolt Brecht - Incontro del 27 Marzo 2013


Monacello: -Ma non credete che la verita', se e' verita', si fara' strada anche senza di noi?
Galileo: -No, no, no! La verita' riesce ad imporsi solo nella misura in cui noi la imponiamo; la vittoria della ragione non puo' essere che la vittoria di coloro che ragionano.

Frutto di diverse stesure, la commedia nasce negli anni che precedono immediatamente la Seconda guerra mondiale e che vedono sperimentare e utilizzare a fini bellici la scissione dell'atomo, gli anni in cui si compie definitivamente una paurosa frattura tra progresso tecnico e progresso sociale. La figura di Galileo, lo scienziato che con le sue rivoluzionarie intuizioni rischia di mettere a repentaglio gli equilibri teologici e sociali del suo tempo e che si piega alla ritrattazione per timore della tortura e per mancanza di agonismo eroico, è la metafora dello scienziato moderno, dell'intellettuale perseguitato dall'inesorabile binomio scienza-fanatismo. Eppure, nonostante il suo intimo dissidio, la sua contraddittorietà, questo Galileo brechtiano è figura umanamente ricca, moderna proprio perché, pur asserendo in modo geniale la verità contro l'ignoranza, la superstizione e il conformismo, egli resta in bilico perenne tra due fronti. Dramma implicitamente antiatomico, "Vita di Galileo" mantiene oggi, al di là della sua straordinaria efficacia scenica, una notevole attualità proprio tematizzando la figura degli scienziati "deboli", subalterni al potere politico, "gnomi" venali, troppo spesso privi di coraggio etico.
[Descrizione tratta da Anobii.it]

Ne discuteremo insieme Mercoledi' 27 Marzo, in Aula L, alle ore 13.45!